L’attività ludica, nei bambini così come negli adolescenti svolge funzioni importanti relative alla formazione della personalità, all’apprendimento di regole, al potenziamento dell’attività immaginativa e dei processi di comunicazione, alla stimolazione della relazione con l’altro. Il gioco, in tutte le sue forme, permette inoltre di scaricare tensioni/stress e di favorire l’espressione di stati emotivi.

Sempre più spesso sentiamo parlare di videogiochi e di dipendenza dagli stessi. Il videogioco di per sé svolge in realtà anche delle funzioni positive, favorendo lo sviluppo dei processi di pensiero e di ragionamento logico, potenziando le capacità di problem-solving e di ragionamento per obiettivi e stimolando apprendimenti specifichi correlati a determinate tematiche.

Non è questo strumento di gioco ad essere distruttivo di per sé, ma il suo utilizzo incondizionato e spropositato.

Quando cresce sempre di più il tempo rivolto all’utilizzo dei videogiochi, progressivamente si riducono spazi e tempi prima dedicati alle attività fisiche, all’apprendimento ed alle relazioni, con conseguente incremento della sedentarietà, calo delle prestazioni scolastiche ed insorgenza di problematiche di natura relazionale e/o psicologica (isolamento, introversione, aumento dell’irritabilità, sviluppo di atteggiamenti oppositivi, disturbi del sonno).

Il bambino/adolescente tende ad essere progressivamente sempre più assorbito dal gioco e quest’ultimo spesso diventa un modo per sfuggire ad aspetti della realtà che non gli piacciono. Nel processo che porta alla dipendenza, il bambino ha bisogno di incrementare sempre di più il tempo dedicato al videogioco per sentire gli effetti positivi su di sé e quando non può giocare inizia a sentirsi nervoso, triste o frustrato.

Al fine di ridurre il rischio di esposizione ad un fenomeno di videodipendenza, è importante:

  • Contenere il tempo dedicato al videogioco (mai più di un’ora, prevedendo inoltre delle pause frequenti)
  • Solo una parte del tempo libero dovrà essere dedicata al videogioco e dovranno essere preservati gli spazi dedicati ad altre attività (come lo sport) ed alle relazioni
  • L’uso del videogioco deve sempre essere subordinato al completamento delle altre attività fondamentali della giornata (mangiare, dormire, lavarsi, studiare,…)
  • E’ preferibile utilizzare il videogioco in sfide con amici e/fratelli per preservare la componente relazionale dell’attività
  • Tempi, modi e contenuti dei videogiochi devono essere stabiliti e supervisionati dagli adulti

Tra i segnali di allarme che i genitori non dovrebbero mai trascurare:

  • Pensiero perennemente rivolto al videogioco in ogni momento della giornata: preoccupazione rispetto alla possibilità di poter tornare a giocare ed utilizzo compulsivo ed eccessivo del gioco
  • Il tempo per giocare non è mai abbastanza: il bambino gioca sempre più spesso ed è sempre minore il tempo dedicato ad altre attività
  • Il bambino diventa intrattabile: sviluppa irritabilità, aggressività, tristezza, irrequietezza,…
  • Quando gioca si disinteressa di tutto
  • Esce poco e controvoglia perché preferisce dedicare tempo al videogioco
  • Salta i pasti o li ritarda pur di finire una partita o rimane sveglio per giocare sino a tardi
  • Calo delle prestazioni scolastiche

In presenza di segni di allarme è importante rivolgersi in modo tempestivo al proprio pediatra, che valuterà la necessità di un invio ad uno psicoterapeuta dell’età evolutiva. Quest’ ultimo, imposterà un percorso rispettoso delle caratteristiche individuali del bambino, programmando anche incontri di tipo psicoeducativo con i genitori.

Autore

Dottoressa Barbara Vittone